Forfettario: su 30.000 € di ricavi ne restano 21.305 l'anno (prima delle spese)
21.305€ netti l'annoda 30.000 € di ricavi incassati, professionista forfettario in Gestione separata, anno 2026
Chi ha la partita IVA in regime forfettario sente dire «paghi solo il 15%». È vero per l'imposta, ma sul conto pesano anche i contributi INPS, e nessuna delle due voci si calcola sui ricavi: si calcola su un reddito forfettario. Qui sottraiamo una voce alla volta a 30.000 € di ricavi incassati nel 2026 e arriviamo a 21.305 € netti l'anno, prima di qualsiasi spesa dell'attività.
Cosa copre questo conto (e cosa no)
L'esempio è un libero professionista senza cassa previdenziale propria (consulente, grafico, sviluppatore, traduttore...), iscritto alla Gestione separata INPS, con codice ATECO del gruppo «attività professionali, scientifiche, tecniche» (coefficiente 78%), senza altri redditi e con ricavi incassati nell'anno 2026. Non è incluso: chi è iscritto a una cassa professionale (avvocati, ingegneri, commercialisti...), chi è artigiano o commerciante (contributi diversi, vedi sotto) e chi ha un altro lavoro. Le spese dell'attività (computer, software, commercialista, affitto) non si deducono in questo regime: il netto reale sarà più basso di quello che leggi qui.
Primo passo: dai ricavi al reddito forfettario, 23.400 €
Al posto delle spese vere si applica un coefficiente di redditività che dipende dal codice ATECO. Per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e di istruzione è il 78% (allegato 4 alla legge 190/2014, nel testo sostituito dalla legge di bilancio 2019; i coefficienti vanno dal 40% all'86%). Si applica ai ricavi incassati nell'anno, non fatturati.
Calcolo: 30.000 × 78% = 23.400 € di reddito forfettario.
Secondo passo: i contributi INPS, 6.100 €
Per un professionista in Gestione separata non assicurato altrove l'aliquota 2026 è 26,07% (25,00 IVS + 0,72 aggiuntiva + 0,35 ISCRO), come indica la circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. Si applica sul reddito, non sui ricavi: 23.400 × 26,07% = 6.100,38 €. Il minimale di 18.808 € serve solo a stabilire l'accredito pensionistico dell'anno, non obbliga a pagare un contributo fisso (a differenza di artigiani e commercianti).
Terzo passo: l'imposta sostitutiva, 2.595 €
I contributi obbligatori si deducono dal reddito forfettario: 23.400 - 6.100,38 = 17.299,62 € di imponibile. Sull'imponibile si applica l'imposta sostitutiva del 15%, che sostituisce Irpef, addizionali regionale e comunale e Irap (Agenzia delle Entrate, scheda sul regime forfetario, aggiornata al 21 luglio 2026): 17.299,62 × 15% = 2.594,94 €. Per chi avvia un'attività e ne ha i requisiti l'aliquota è 5% per i primi cinque anni: l'imposta scenderebbe a 864,98 € e il netto salirebbe a 23.034,64 €.
Il risultato: 21.305 € netti l'anno
€ l'anno
| Voce | Importo |
|---|---|
| Ricavi incassati | 30.000,00 € |
| Reddito forfettario (78%) | 23.400,00 € |
| Contributi INPS (26,07%) | - 6.100,38 € |
| Imposta sostitutiva (15%) | - 2.594,94 € |
| Netto annuo, prima delle spese | 21.304,68 € |
| Su 12 mesi | 1.775,39 € |
Il prelievo è di 8.695,32 €, il 29,0% dei ricavi. Con questo schema (coefficiente 78%, Gestione separata) la percentuale è la stessa a qualunque livello di ricavi, perché i contributi non hanno minimale né scaglioni:
| Ricavi (€) | Reddito (€) | INPS (€) | Imposta (€) | Netto (€) |
|---|---|---|---|---|
| 20.000 | 15.600 | 4.066,92 | 1.729,96 | 14.203,12 |
| 30.000 | 23.400 | 6.100,38 | 2.594,94 | 21.304,68 |
| 50.000 | 39.000 | 10.167,30 | 4.324,90 | 35.507,80 |
| 70.000 | 54.600 | 14.234,22 | 6.054,87 | 49.710,91 |
| 85.000 | 66.300 | 17.284,41 | 7.352,34 | 60.363,25 |
Le soglie, dette bene: ricavi o reddito?
Il motivo per cui si fa confusione è che alcune soglie sono sui ricavi e altre sul reddito forfettario, che è molto più basso. Ecco tutte, con l'equivalente in ricavi per il coefficiente del nostro caso (78%):
| Soglia | Misurata su | In ricavi (78%) |
|---|---|---|
| 85.000 € | Ricavi | 85.000 € |
| 100.000 € | Ricavi | 100.000 € |
| 35.000 € | Reddito da dipendente | non applicabile |
| 20.000 € | Spese di personale | non applicabile |
| 18.808 € | Reddito | 24.113 € |
| 122.295 € | Reddito | oltre 85.000 € |
- 85.000 €: ricavi incassati nell'anno precedente, per entrare e restare. Se li superi (ma non arrivi a 100.000 €) esci dall'anno dopo.
- 100.000 €: ricavi dell'anno in corso; oltre questa cifra esci subito e paghi l'IVA dall'operazione che fa sforare.
- 35.000 €: reddito da lavoro dipendente (e assimilati) dell'anno precedente; il limite ordinario è 30.000 €, per il 2025 e il 2026 è elevato a 35.000 €. Non ha equivalente in ricavi.
- 20.000 €: spese lorde per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori. Non ha equivalente in ricavi.
- 18.808 €: minimale INPS 2026 sul reddito, conta per l'accredito pensionistico.
- 122.295 €: massimale contributivo 2026 della Gestione separata, sul reddito. Con coefficiente 78% servirebbero 156.788 € di ricavi: fuori dal regime.
Un reddito forfettario massimo di 66.300 € (85.000 × 78%) sta quindi sotto il massimale: i contributi non si fermano mai in questo regime per un professionista con coefficiente 78%.
E se sei artigiano o commerciante?
Cambiano coefficiente e contributi. Il coefficiente è 40% per il commercio e le attività di ristorazione, 67% per «altre attività economiche», 86% per costruzioni e attività immobiliari. I contributi non sono sul reddito ma hanno un minimale: per il 2026 l'INPS indica 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti sul reddito, con un contributo fisso sul minimale di 18.808 € di 4.521,36 € (artigiani) e 4.611,64 € (commercianti), e un punto in più oltre 56.224 € di reddito (circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026). Per chi ha aderito al regime agevolato previdenziale c'è una riduzione del 35% dei contributi: va chiesta, non è automatica per tutti.
Per capire quando il minimale conta davvero, converti la soglia in ricavi: con coefficiente 40% il minimale (18.808 €) corrisponde a 47.020 € di ricavi; con 67%, a 28.072 €; con 86%, a 21.870 €. Sotto quei ricavi il contributo è lo stesso. Allo stesso modo il punto in più oltre 56.224 € di reddito scatta a 65.377 € di ricavi con coefficiente 86% e a 83.916 € con 67%, mentre con 40% (che richiederebbe 140.560 € di ricavi) non si raggiunge entro il limite di 85.000 €.
Come rifare il conto
1. Reddito forfettario = ricavi incassati × coefficiente del tuo ATECO.
2. Contributi = reddito × aliquota INPS della tua gestione (per i professionisti in Gestione separata, 26,07%).
3. Imponibile = reddito - contributi.
4. Imposta = imponibile × 15% (5% nei primi cinque anni, se hai i requisiti).
5. Netto = ricavi - contributi - imposta - le spese vere dell'attività.
Fonti e limiti
- Agenzia delle Entrate, Regime forfetario: che cos'è (ultimo aggiornamento 21 luglio 2026, letto il 6 novembre 2026): soglie 85.000 e 100.000 €, limite di 20.000 € per spese di lavoro, limite sul reddito da lavoro dipendente (35.000 € per il 2025 e il 2026), imposta del 15% e 5%, deduzione dei contributi.
- Gazzetta Ufficiale, Supplemento ordinario n. 62/L del 31 dicembre 2018: allegato 4 alla legge 190/2014 con i coefficienti di redditività (78%, 40%, 67%, 86%). Agenzia delle Entrate, circolare n. 32/E del 5 dicembre 2023: conferma i coefficienti da 40% a 86%. Non abbiamo trovato un documento 2026 che li modifichi; i codici ATECO 2025 si associano ai gruppi con le istruzioni del modello Redditi, da controllare sul tuo codice.
- INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026: Gestione separata, aliquota 26,07%, massimale 122.295 €, minimale 18.808 € (2026).
- INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026: artigiani e commercianti, aliquote 24% e 24,48%, minimale, soglia 56.224 €, riduzione del 35% per il regime agevolato.
- Il calcolo è per competenza di un anno intero, senza acconti, senza altri redditi e senza spese. Acconti e saldo spostano quando paghi, non quanto. Per decisioni vere, confrontati con un commercialista.
Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2026. Se cambiano aliquote, coefficienti o soglie, aggiorniamo la pagina e indichiamo la data del cambio.